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A come Analfabetismo
Secondo i dati dell'Unesco, nel mondo vivono 771 milioni di analfabeti, di cui 2/3 donne. Ci sono circa 137 milioni di analfabeti giovani o bambini, di cui 61% ragazze. I due terzi degli analfabeti sono concretati in 9 paesi. L'India e la Cina contano insieme il 45% del totale mondiale della popolazione analfabeta.

B come Bambini
Ogni anni nel mondo muoiono 10 milioni di bambini sotto i 5 anni di età. Di questi, 1 milione muore alla nascita e 4 milioni durante il primo mese di vita. Più dei due terzi delle morti neonatali sono concetrate in 10 Paesi, gli stessi dove le donne sono a più alto rischio di morte durante la gravidanza o il parto. In assoluto, la regione del mondo con la più alta percentuali di morti neonatali è l'Africa Subsahariana, dove una mamma su 5 ha perso almeno un bimbo appena nato.

C come Colonialismo
Dalla scoperta dell'America fino al secolo scorso le grandi potenze europee (in particolare Inghilterra, Francia, Olanda, Spagna, Portogallo) hanno occupato miitarmente grandi aree del mondo per sfruttarne le risorse economiche (minerali, prodotti agricoli, schiavi). I colonizzatori si arricchivano e le popolazioni locali vivevano nella miseria più nera. Oggi le colonie sono quasi scomparse ma molti di questi paesi, divenuti indipendenti, per mancanza di capitali e tecnologie, sono stati costretti a chiedere aiuto agli ex colonizzatori, dando vita ad una nuova subordinazione economica: il cosiddetto "neocolonialismo".

D come Donna
Nel Terzo Mondo ogni minuto una donna muore per cause legate alla gravidanza e al parto. La maggior parte delle morti avviene per mancanza o costo eccessivo dei servizi sanitari, carenza di mezzi di trasporto, condizioni igieniche inadeguate, precario stato di salute. Pur con molte differenze da paese e paese, la condizione della donna nel Terzo Mondo è spesso un dramma nel dramma. Subordinate all'uomo, segregate, sottoposte a maltrattamenti in ambito famigliare, per molte di loro la violenza quotidiana fa parte dell'ordine naturale delle cose. In un distretto del Kenia, il 42% delle donne intervistate ha dichiarato di venire picchiate in casa mentre lo stupro da parte del marito è ancora perfettamente legale in gran parte del mondo.

E come Estinzione della natura
Lo sfruttamento dei paesi poveri grava sulle persone ma anche sulla natura. Ogni minuto viene distrutta sulla terra un'area di foresta tropicale grande quanti 8 campi di calcio. Il desiderio di rapidi guadagni e le nuove tecnologie, che permettono di tagliare in pochi minuti un albero secolare, hanno portato alla distruzione della metà delle foreste tropicali e raddoppiato negli ultimi anni il tasso di deforestazione.

F come Fame
In Africa una persona su quattro è malnutrita. In America latina, ogni notte, un essere umano su otto circa va a dormire affamato. In Asia e nelle regioni del Pacifico il 28% delle persone rischia di morire di fame. In Medio Oriente una persona su dieci è denutrita. Ogni anno, complessivamente, muoiono di fame nei paesi poveri 7 milioni di bambini mentre 800 milioni di persone non ha comunque cibo a sufficienza (fonte FAO).

G come Guerre
Come se non bastassero infezioni e carestie, a decimare le popolazioni del Terzo Mondo contribuiscono anche le guerre. Spesso scatenate da signorotti locali, magari finanziati da potenze occidentali, per il possesso delle ricchezze naturali. E dietro le guerre si nasconde il commercio delle armi. Un commercio fiorentissimo che arricchisce l'industria bellica dell'occidente. Gli USA sono al primo posto nella lista dei paesi che esportano armamenti nel mondo ma dietro di loro altri affari si muovono. La Russia negli ultimi tre anni ha trasferito nei paesi poveri il 95,6% del totale delle proprie commesse di armamenti e nel 2002 l'Inghilterra ha guadagnato 2 miliardi di sterline con la vendita di armi al Terzo mondo.

H come HIV
Secondo stime dell'OMS (Organizzazione mondiale della sanità), l'83% delle persone che hanno contratto il virus Hiv è concentrato nell'area Subsahariana (la percentuale sale al 90% considerando la popolazione al di sotto dei 15 anni). Complessivamente, dall'inizio dell'epidemia, in questa area si sono ammalate 34 milioni di persone e si sono contati 11 milioni e mezzo di casi di Aids (un quarto dei quali bambini). Tutto ciò nonostante che nell'area del Subsahara viva solo 1/10 della popolazione mondiale.

I come Ingiustizia
I cinque uomini più ricchi del mondo possiedono beni che superano il PIL (Prodotto Interno Lordo) di tutta l'Africa Subsahariana. Dal 1960 al 1997, la forbice tra paesi ricchi e paesi poveri è più che raddoppiata (passando da un rapporto di 30 a 1 a un rapporto di 74 a 1). Ben 85 paesi registrano oggi un reddito pro-capite inferiore a quello di dieci anni fa. Il 20% della popolazione mondiale (quella dei paesi ricchi) consuma l'83% delle risorse planetarie.

L come Lavoro minorile
Si stima che nei paesi poveri ci siano 250 milioni di bambini e adolescenti dai 5 ai 14 anni che lavorano, con paghe miserrime, fino a 11 ore al giorno, tutti i giorni, lontani dalle famiglie e costretti a dormire all'interno delle stesse fabbriche. In India le stime parlano di 44 milioni di lavoratori bambini, 8 milioni in Pakistan (dove costituiscono il 20% della popolazione attiva), 400 mila in Perù, 500 mila in Bolivia. Lavora in Bangladesh un quarto della popolazione infantile mentre e il 60% in Nepal.

M come Malattie
Le malattie infettive sono responsabili di quasi la metà delle morti nei paesi in via di sviluppo, perché la gente povera non ha accesso ai farmaci necessari per la prevenzione e per le cure. Oltre all'Aids, particolarmente letali sono la turbercolosi (2 milioni di morti all'anno), la malaria (1 milione e 124 mila morti di cui l'85% in Africa)), la pertosse (dai 200 ai 400 mila bambini morti ogni anno), il morbillo (745 mila decessi), il tetano (282 mila), la meningite (173 mila), l'epatite (81 mila). Nei paesi poveri esiste ancora la lebbra, con 10 milioni di persone contagiate e un nuovo caso ogni minuto.

N come Neocolonialismo
La liberazione dal colonialismo non ha migliorato il tenore di vita dei paesi poveri ma anzi, in molti casi, ha accentuato le disuguaglianze rispetto ai paesi ricchi. E ciò nonostante le immense ricchezze di cui le ex colonie dispongono. Prendiamo il Ghana, trasformato dal colonialismo in una immensa piantagione di cacao. Questa enorme produzione non serve ovviamente per il consumo interno ma è destinata ai mercati internazionali che ne stabiliscono il prezzo. Il Ghana può solo adeguarsi alle loro decisioni perché è obbligato ad esportare non disponendo di industrie per la trasformazione del cacao in cioccolato. Con il risultato paradossale che se un ghanese volesse mangiarsi una tavoletta di cioccolato sarebbe costretto a comprarla all'estero pagandola in valuta pregiata.

O come Organizzazioni umanitarie
Con la finalità di portare aiuti e sostenere lo sviluppo del Terzo Mondo operano numerosissime organizzazioni internazionali, organizzazioni non governative, associazioni umanitarie d'ispirazione laica o religiosa. Impossibile elencarle tutte. Tra le più note citiamo l'Unicef (organizzazione dell'ONU per l'infanzia), la Fao (organizzazione dell'ONU per lo sviluppo dell'agricoltura), l'Unesco, la Caritas, l'Associazione Mani tese, Medici senza frontiere, Emergency, Amnesty International.
Accanto alle grandi organizzazioni, fioriscono poi una miriade di iniziative di volontariato che operano su base locale e per progetti di aiuto specifici. Il Campo Lavoro missionario di Rimini è una di queste.

P come Povertà
Oltre 1 miliardo di persone (il 32% della popolazione mondiale) vivono con meno di un dollaro al giorno. Sotto questa soglia si trova il 42% della popolazione africana. Sono quasi 800 milioni le persone che soffrono di fame cronica, di cui il 34% nell'Africa subsahariana. La situazione non migliora di molto nei paesi del Terzo Mondo relativamente più sviluppati dove l'economia è comunque in mano alle grandi aziende multinazionali che acquisiscono manodopera locale a basso costo e godono di grandi vantaggi fiscali.

Q come Quarto Mondo
L'espressione Quarto Mondo designa quella quarantina di paesi più poveri dei poveri che non hanno né sviluppo industriale né una significativa presenza di materie prime. Essa è stata coniata per evidenziare le profonde differenze che intercorrono tra i paesi del cosiddetto Terzo Mondo.

R come Ragazzi di strada
Sono 100 milioni nel mondo i ragazzi di strada che hanno come letto un marciapiede, che cercano cibo nei cassonetti e che per famiglia hanno altri ragazzi di strada che, come loro, lottano per sopravvivere. Sono centinaia di migliaia i "meninos de rua" abbandonati a se stessi, costretti a vagabondare nelle strade dei paesi poveri come il Brasile, la Romania, ecc. Fino agli 8 o 10 anni sopravvivono chiedendo l'elemosina poi cominciano a rubare, entrano a far parte di piccoli gruppi di delinquenti, o iniziano a prostituirsi.

S come Sottosviluppo
Il concetto di sottosviluppo, studiato a partire dalla fine degli anni '60, sostiene che i paesi ricchi e industrializzati hanno in vario modo bloccato o deformato lo sviluppo dei paesi poveri, ad economia prevalentemente agricola, adottando politiche e interventi mirati a salvaguardare la propria potenza e la propria posizione privilegiata. Una interpretazione che trova oggi conferma nella cosiddetta "globalizzazione": il processo di predominio economico e culturale perseguito dai paesi ricchi attraverso la diffusione a sempre più vaste aree del mondo dei propri modelli di vita basati sulla competitività.

T come Terzo Mondo
Il Terzo Mondo è un termine politico che sta ad indicare i paesi in via di sviluppo, contrapposti ai paesi del cosiddetto primo mondo (paesi sviluppati, democratici e capitalisti) e del secondo mondo (paesi socialisti e comunisti che gravitavano nell'orbita dell'ex Unione sovietica). I paesi del Terzo Mondo erano per lo più ex-colonie africane e asiatiche situate nell'emisfero sud. Oggi, con i cambiamenti intervenuti nell'economia mondiale, il Terzo Mondo presenta molte differenze al proprio interno. Alcuni paesi asiatici si sono industrializzati in modo massiccio mentre, soprattutto in Africa, altri paesi sono rimasti poveri e arretrati. Per questi è stata coniata la definizione di "Quarto Mondo".

U come Unione Sovietica
La disgregazione dell'ex impero sovietico alla fine degli anni '90 ha cambiato la geografia del mondo e modificato il concetto di paesi poveri. Con il crollo del comunismo e la liberalizzazione dell'economia, milioni di lavoratori a reddito fisso si ritrovarono improvvisamente in condizioni di miseria, con gravi difficoltà ad accedere a quei servizi essenziali (casa, scuola, ospedali) che in precedenza lo Stato totalitario comunque garantiva. Con stipendi medi di 100 euro al mese (e prezzi di mercato equivalenti ai nostri) iniziarono le migrazioni (regolari e irregolari) verso i paesi europei, alla ricerca di condizioni di vita migliori. Oggi in Italia moltissimi muratori e gran parte delle badanti provengono dai paesi dell'est..

V come Violenza
La violenza e la criminalità sono spesso figlie della miseria e del degrado sociale. In Guatemala, Salvador e Honduras, dove operano gli squadroni della morte e le bande giovanili, si contano migliaia di morti ammazzati all'anno, 15 al giorno solo in Honduras. Quelli che assaltano, rapinano e uccidono sono i giovani e i giovanissimi provenienti dai quartieri poveri, cresciuti per strada e che trovano nella "pandilla" (la malavita) l'unico modo per affermarsi. Secondo uno studio dell'Università di El Salvador, si tratta di ragazzi nati e cresciuti in situazione di miseria e abbandono: l'82,9% proviene da situazioni di estrema povertà, al 72,7% manca la figura paterna e l'80% è stato vittima di violenze e maltrattamenti in famiglia.

Z come Zero
Azzerare il debito accumulato dai paesi poveri nei confronti dei paesi ricchi costituisce un imperativo sempre più spesso richiamato da varie voci nella Chiesa e nella società civile. Non solo perché occorre rimuovere uno dei principali ostacoli al loro sviluppo ma anche perché realisticamente il Terzo Mondo non riuscirà mai a trovare questa cifra immensa (si parla di un debito complessivo di 2.300 miliardi di dollari). Senza contare - come alcuni sottolineano - che tale debito si potrebbe considerare già abbondantemente saldato, dal punto di vista storico, con il colonialismo ed il saccheggio dei beni materiali e culturali.
Qualcosa a livello internazionale si è cominciato a fare in questo senso ma in modo ancora del tutto insufficiente a risolvere il problema.

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