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Venerdì, 20 Febbraio 2026 19:18

Al Teatro degli Atti va in scena il Filo, lo spettacolo di lancio del 46° Campo Lavoro

di redazione

Il 46° Campo Lavoro prende il via con uno spettacolo teatrale portato in scena dalla compagnia riminese Il Circolino, dal titolo “Il Filo”.

Uno spettacolo liberamente tratto dal celebre racconto di Jean Giono "L'uomo che piantava gli alberi". Una riflessione appassionante sul legame invisibile ma fondamentale tra l'essere umano e la Natura. In scena al Teatro degli Atti, martedì 3 marzo, alle ore 21.

Ingresso libero ad offerta libera, fino ad esaurimento posti.

Sinossi

In un’estate segnata dalla siccità e dal cambiamento climatico, un uomo attraversa le colline aride della Toscana, un paesaggio ferito in cui sembra essersi spezzato il legame tra l’uomo e la Natura. Qui incontra un vecchio solitario che, con gesti lenti e ostinati, pianta alberi come se stesse compiendo un rito antico, tentando di riannodare un filo invisibile.

Attraverso parole essenziali e lunghi silenzi, emerge il senso profondo di quel gesto: piantare non è un hobby, ma una necessità morale. È il modo scelto dall’uomo per trasformare un dolore personale in un atto di cura e restituzione alla terra dimenticata.
Col passare del tempo, la Natura risponde. Dove c’era solo polvere nascono germogli, acqua e vita. Il gesto solitario diventa trasformazione collettiva, il bosco cresce e diventa bene comune.
Alla morte del vecchio, il suo lavoro continua attraverso chi resta. Semi, alberi e memorie testimoniano che la vera eredità non è solo il bosco, ma il filo vitale che lega l’essere umano alla terra: fragile, invisibile, essenziale alla sopravvivenza di entrambi.
Il filo è un racconto poetico e civile sulla cura, sulla lentezza e sulla responsabilità individuale, un invito a non lasciare spezzarsi il legame da cui dipende il nostro futuro.

Nella messa in scena, il gruppo teatrale Il Circolino gioca con la meravigliosa macchina del teatro, che si svela e si reinventa davanti agli occhi dello spettatore. Gli attori restano sempre in scena, attraversano i ruoli, si scambiano le voci e i corpi: ciascuno diventa, a turno, l’uomo, il vecchio, il narratore, come se le identità fossero fili da intrecciare e sciogliere continuamente. In alcuni momenti, i corpi si trasformano in maschere e, richiamando la tradizione della commedia dell’arte, la storia si rifrange nello specchio deformante degli Zanni, restituendo uno sguardo ironico, popolare e profondamente umano. Le musiche, originali ed eseguite dal vivo in scena, accompagnano e intrecciano il racconto, diventando respiro, paesaggio sonoro e presenza viva, parte integrante della narrazione.


In scena Veronica La Maida, Riccardo Maneglia, Andrea Rastelli, suoni e musiche originali di Riccardo Amadei.
Regia: Il Circolino teatro di strada.

 

 

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