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In preparazione del 35° Campo Lavoro, nelle scuole riminesi è iniziata lunedì, e andrà avanti per tutto il corso della settimana, la raccolta dei materiali portati dai bambini che, come da tradizione, precede di qualche settimana il “Campo dei grandi” fissato per il 18 e 19 aprile prossimi. Indumenti ormai fuori misura, libri, giocattoli, biciclette che non si usano più: sono montagne i sacchi gialli e i più svariati oggetti accumulati nei cortili delle scuole che vengono ritirati dai volontari del Campo per finire nei mercatini dell’usato dove verranno rivenduti nel corso della due giorni, contribuendo non poco al risultato finale.

 

I sacchi sono già stati ritirati negli asili “La Gabbianella”, “Il Volo”, “La Rondine”, il Glicine”, “Il Delfino”, “Il Borgo”, “Via dell’albero”, “La Giostra”, “La Vela”, “Il Girasole”, “Arcobaleno”. Ma il camion dei volontari ha fatto tappa anche presso le scuole elementari “Case Nuove”, “Fellini”, “Decio Raggi”, “Anna Frank”, “Madre Teresa di Calcutta”. Da giovedì a sabato sarà la volta di altre scuole a Rimini ma anche a Santarcangelo, Riccione, Cattolica, Coriano, fino a coprire a tappeto l’intera provincia.

Ma la partecipazione delle scuole riminesi non si ferma qui. Da febbraio decine di scuole materne, elementari e medie stanno lavorando al progetto educativo proposto ogni anno dal Campo Lavoro nell’intento di orientare bambini e ragazzi verso esistenze più sobrie e più attente alla vita degli altri. Quest’anno il progetto, condiviso con la Caritas diocesana, ha per titolo “Cibo per tutti” e riprende l’omonima campagna lanciata dalla Caritas nazionale per richiamare l’attenzione sulle grandi contraddizioni del nostro tempo: da una parte chi soffre la fame, dall’altra chi spreca cibo o deve curarsi per eccesso alimentare.

Articolato per fasce di età, il progetto prevede interventi in aula e l’utilizzo di materiali didattici (filmati, fiabe, animazioni, giochi di ruolo, ecc.). Il tutto per scoprire cosa può fare ciascuno di noi per superare le diseguaglianze e assicurare cibo sufficiente a tutti i componenti di quell’ “unica famiglia umana” alla quale apparteniamo. Tra materne, elementari e medie sono decine le scuole della provincia che hanno aderito alla proposta, con il coinvolgimento di oltre 7 mila alunni. Molti di loro, nei giorni di svolgimento del Campo, parteciperanno presso il Centro raccolta di Rimini alla “Merenda dei popoli”: un gioco, quasi una provocazione per sperimentare di persona l’abisso che separa le abitudini alimentari dei nostri figli da quelle dei loro coetanei meno fortunati. Perché un conto è mangiare pane e nutella, altra cosa è doversi accontentare di una ciotola di riso…. Quando va bene.


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